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giovedì 16 luglio 2009

REALTA'

La realtà virtuale è reale, la realtà reale è reale, io sono io e tu sei tu sia nella realtà virtuale sia nella realtà...la realtà è una, diversi sono i punti di vista e i modi di relazionarsi e rapportarsi. Non bisogna perdere l'identità e confondersi, bisogna assumersi le proprie responsabilità, che sono sempre reali, anche nella realtà virtuale. Ergo, cerchiamo di essere virtuosi anche nel mondo virtuale....non temere la realtà, vivila con dignità nonostante le difficoltà ! ciao ciao da Riccardo, buona serata !!

domenica 5 luglio 2009

CONSAPEVOLEZZA

"la verità della nostra vita si raggiunge solo attraverso la consapevolezza del momento presente in cui confluisce il passato e che si proietta verso il futuro: in sintesi, vivi presente a te stesso e ama la vita, rifuggi dall'odio e dal risentimento " (R.Fenizia, PENSIERI)

Il cuore conosce, riconosce verità che la ragione non vede...ma, attenzione! Che cosa si intende con cuore ? Che cosa significa, qui, ragione? Con cuore si intende la capacità di cogliere, sentire, intuire verità profonde difficili da esprimere in termini meramente logici, per i limiti del nostro pensiero ("le mie vie non sono le tue vie", Dio non pensa secondo i nostri limitati pensieri); con ragione si intende, in questo contesto, la razionalità "scientifica", logico deduttiva, schematica, matematico-geometrica. E' chiaro che, per esempio, la realtà dell'amicizia non è esprimibile in una formula matematica. Ciò però non significa che l'amicizia sia un fatto irrazionale.

Ecco: l'ambiguità deriva da una frattura artificiosa, derivata dalla filosofia cartesiana, tra mente e corpo, dalla tendenza matematizzante dogamtica. In realtà, la ragione e il cuore non sono in contrasto o in contraddizione, a livelli di conoscenza autentica si unificano e si aiutano, la ragione e il cuore, la fede e la ragione, nell'unità del nostro spirito, che unifica il nostro corpo con cui costituisce un tutt'uno nella vita terrena per ora (del poi si parlerà dopo).

In sintesi: il cuore conosce quindi pensa, capisce, allora più che di cuore come organo si allude alla capacità dello spirito che conosce in tutta la sua potenzialità che è intuitiva, discorsiva, induttiva, deduttiva, esperienziale, si aiuta col ricordo la memoria...

"TUTTO INTERO L'UOMO E' IMPEGNATO NEL VIVERE LA VERITA' PIACEVOLE E FATICOSA, DURO LAVORO " (Riccardo FENIZIA, PENSIERI) ciao ciao da Riccardo...argomento in lavorazione, work in progress (mi pare si dica)

domenica 28 giugno 2009

FACEBOOK, virtù e comunicazione

E' uno strumento, forse rischioso, io lo uso come strumento di comunicazione di valori in cui credo e di conoscenza...col mio vero nome e cognome, ma credo che sia necessaria prudenza per chi lavora in altri ambiti! Ci vogliono virtù e autocontrollo come in tutte le cose per servirci di esso e non esserne schiavi ! Lavoro difficile ma la vita va vissuta ! ciao ciao da Riccardo

sabato 27 giugno 2009

GIAPPONE

Il Giappone per noi rappresenta un sogno e una meta. Grande è la stima che naturalmente proviamo per il popolo giapponese. Come si dice però dalle cose migliori, se corrotte, vengono fuori le cose peggiori. I giapponesi sono dotati potenzialmente di grande virtù e penso abbiano una grande tradizione di valori alti e ideali, che provengono anche dalla Cina, dall'India; credo che l'Oriente abbia tante virtù e valori comuni con l'Occidente, e che Cina, Corea, Giappone abbiano il diritto di sentirsi uniti in una sinergia, nonstante gli scontri e le passate violenze e guerre. Oggi il Giappone sembra avere due volti, deve ritrovare la sua anima e la sua unità: il bel romanzo di Eiji Yoshikawa, MUSASHI, ben rappresenta la grandiosa bellezza del Giappone in termini paesaggistici, letterari, poetici, marziali. Non si può non rimanere incantati davanti a tanta bellezza e grandezza d'animo, che funge da faro per tutte le civiltà...quando una realtà trascende se stessa e il suo tempo, supera le barriere spazio-temporali e assurge a valore universale e perenne. Il concetto del tempo esploso, dell'istante eterno, indica la possibilità di un rapporto vivo tra tempo ed eternità, che rappresenta una meta di vera e duratura felicità che oltrepassa gli angusti limiti della nostra vita. Ecco è tutto questo che del Giappone attira i nostri sguardi persi nel fango del materialismo insulso che vuole sommergere la stessa patria ideale dei giapponesi. Una patria ideale prima che fisica e territoriale, una patria che accomuna e non divide gli animi e gli uomini. Una patria direi che unisce la civiltà cristiana con la cultura giapponese, cinese e coreana, pur diverse, e peraltro tanto dobbiamo alla forte e chiara testimonianza di tanti artigiani, samurai anche martiri e cattolici, come ai tanti cinesi e coreani del nord che ancora soffrono torture e crimini contro i diritti umani dando eroici esempi a noi "molli occidentali" senza più nerbo e spina dorsale, che però possiamo ricostruire piano piano avvalendoci di simili esempi. Come l'antico samurai, di cui si narra che addirittura ferito a morte ebbe la forza di tagliarsi la testa e seppellirla prima di morire; episodio che può sembrare macabro ma indica semplicemente la dignità e la forza d'animo che perdura nella morte e certamente oltre la stessa morte corporale come lo stesso Agostino, africano e alla base della civiltà occidentale, insegna. Agostino è stato guida e maestro per secoli, quinto, sesto, settimo, ottavo, nono, decimo, undecimo, dodicesimo almeno...e fino ad oggi, ancora uno dei più studiati autori, da lui presero lezione tutti i letterati maggiori, lo stesso Petrarca, etc,....ciao ciao da Riccardo

martedì 9 giugno 2009

Cuore e Ragione, non c'è contraddizione

L'uomo è uno, l'azione deve scaturire dall'unità, cuore e mente, ragione e fede, anima e corpo devono essere in unità perchè l'azione e la vita siano sincere e oneste.
A volte noi crediamo di dovere trascurare ragione o cuore come fossero nemici, questo è sbagliato, tu sei tu e io sono io, ragione e cuore guidati da un unico spirito in un unico corpo, anche l'azione di Dio per chi crede rispetta la libertà mia e tua, infatti il paradiso o l'inferno derivano da nostra scelta, noi siamo tutti destinati al paradiso qui e dopo ma alcuni rifiutano, e possono farlo. Il rifiuto produce odio, disperazione, frustrazione, vuoto...si vive contro, invece di vivere e godere onestamente pur nel duro lavoro che è la ricerca del paradiso ! Auguri a tutti e ciao ciao da Riccardo

domenica 31 maggio 2009

CINA, GIAPPONE e COREA, tre anime uno spirito

Dice Musashi "due spade come una spada e una spada come due spade", all'origine si trova una semplice unità, cerchio e punto, il punto è come un cerchio e un cerchio è come un punto. Mas Oyama, uno dei maggiori combattenti del nostro secolo, muore nel 1994, è coreano ma guarda a Musashi, eroe giapponese del Seicento, e lo fa rivivere nella sua vita sconfiggendo la chiusura dei giapponesi che non credevano in un povero e misero coreano...poi lo riconoscono e così Oyama unisce attraverso Musashi il Giappone e la Corea. Ma Musashi guardava alla Cina, culla di comune civiltà e valori. I valori sono universali sono cinesi, giapponesi, coreani, sono anche nostri occidentali. CINA GIAPPONE COREA con Musashi e Oyama tre anime uno spirito, unito nella trascendente origine in cui e da cui tutto deriva, qui dico io...per creazione, perchè Dio è Dio e l'uomo è l'uomo, l'uomo tende all'immagine divina, quando crede di essere lui solo e se stesso Dio cade per la sua superbia nell'abisso dell'ignoranza e dell'orgoglio, diventa cieco. Musashi è umile, Oyama è umile, e noi come siamo?

sabato 23 maggio 2009

IL SAMURAI DEL CROCIFISSO, grande Giappone

Pensavo...questi samurai hanno una nobile concezione dell'esistenza, essendo cattolico - mi dicevo - "certo, forse se qualcuno gli avesse parlato di Gesù Cristo avrebbero potuto perfezionare la loro visione scoprendo che dietro la ricerca della perfezione assoluta esiste davvero un Dio trascendente, meta e compimento di ogni nostra nobile aspirazione, ed esiste anche un ponte e una via di accesso che li avrebbe aiutati a raggiungere l'illuminazione bramata "......

e cosa scopro? Scopro che i samurai sono cattolici...attenzione! non per devozione fanatica al loro signore, infatti trattasi in molti casi di ronin, ovvero samurai senza padrone, socnfitti nella famosa battaglia di Sekigara...e poi ben 400, se non di più, hanno combattuto con la spada in pugno per difendere 20.000 cristiani contro più di 100.000 gruppi di samurai di Tokugawa nel secolo XVII....continuo se vi interessa (ho letto un bellissimo libro di Camilleri sul tema)...

non si affronta la tortura e la morte per vedere rispettata la propria libertà religiosa se non si possiede vera e ragionevole fede cattolica! E questo fu l'unico motivo per cui quei cattolici samurai e contadini, donne, vecchi e bambini, affrontarono con eroismo la morte al seguito di Amakusa Shiro a Shimabara, nel castello di Hara in fine....resistendo fino al sangue, e davanti a comode offerte rifiutarono perchè il prezzo era rinnegare la fede cattolica acquisita tramite la persona di Francesco Saverio e di altri poi anche giapponesi e martiri...ciao ciao da Riccardo