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venerdì 30 maggio 2008

sorella morte

Cosa significa? Certo la morte è una triste realtà, se vista come punizione per la malizia degli angeli ribelli, per chi crede, e per la malizia dell'uomo che, creato per l'immortalità, deve vedere la lenta disgregazione e il disfacimento del suo corpo mortale....

meglio la morte fisica che quella degli angeli ribelli, che ora sono demoni infernali, per sempre disperati e senza speranza, falliti.

Per noi ora la morte può essere spazio e via verso la felicità eterna, passando attraverso il disfacimento del corpo mortale in vista di una rinascita totale, anima in corpo nuovo "glorioso" non più passibile, cioè tale da non potere soffrire ma solo gioire in eterno senza però mai annoiarsi. Ma questa rinascita è condizionata alla lotta per vivere degnamente davanti a Dio e all'uomo...

Allora la morte è la via attraverso cui anche Cristo, l'uomo-Dio, ha scelto liberamente di passare...perciò si dice che con Lui si va al sepolcro e con Lui, col suo potere e nel suo amore, si risorge...se si vuole; l'alternativa è l'inferno, morte spirituale che è assai peggiore, direi infinitamente peggiore, della morte fisica...non lo auguro a nessuno, ma non è in mio potere impedire alcuno perchè ciascuno è artefice del suo destino in base all'uso che fa del suo libero arbitrio.

Allora il ricordo della nostra morte, unica cosa certa del nostro futuro, è sorella quando ci aiuta a confrontarci con la verità, quando ci aiuta ad andare alle cose vere belle e importanti della vita...

martedì 27 maggio 2008

grazie a viviana

forse conviene interrogarsi sul significato della nostra esistenza, proprio perchè ogni istante va vissuto in pienezza, cioè anche con quel poco di comprensione che la ragione ci consente.

Questo non per deprimere i sentimenti e il cuore, al contrario per custodirli da idee fallaci.

Se fosse vera la reincarnazione o il panteismo o un destino senza libertà, allora saremmo esseri senza intelligenza vera e senza libertà possibile, cioè senza responsabilità, e allora tutto sarebbe consentito e indifferente, perchè senza libertà non c'è colpa nè punibilità senza responsabilità.

Ma la vita è bella proprio perchè possiamo gioire e ringraziare, con consapevolezza, impegnarci in amore libero vero e responsabile, condividere i doni con gli altri, e ciò costa sacrificio gradito.

Così la morte è la porta, il ponte verso un nuovo sole, un sole che sorge. Sorgeremo definitivamente alla conclusione di tutto, trasformazione in cielo nuovo e terra nuova, ma con la responsabilità delle nostre scelte e azioni; adesso è il tempo della misericordia...

allora è utile pensare alla morte...già gli antichi sapienti, come i samurai, dicevano che un vero uomo pensa dal primo istante della giornata alla sua morte e vive nella pietà filiale, rispetto per i genitori, sempre anche se impazziscono anzi a maggior ragione.
saluti e auguri a tutti da Riccardo

domenica 25 maggio 2008

già Minucio Felice diceva

"E voi li strofinate, pulite, raschiate, temete e difendete ad un tempo gli dei che vi siete fabbricati. Nessuno di voi pensa che prima di adorare un dio, è bene conoscerlo, e obbedite ciecamente ai genitori e aderite volentieri all'errore altrui.
Non conoscete gli dei che temete e intanto, rendendo sacri l'argento e l'oro, avete divinizzata l'avarizia, avete autenticata la bellezza di inutili simulacri (...)"

i nuovi dei di oggi sono gli stessi falsi dei di ieri: atomi, corpo, denaro, sesso, natura, energia...cose buone se usate per quello che sono, false divinità se ad esse ci asserviamo come fossero dei.

Bello sarebbe impegnarsi per conoscere il vero Dio, che non può che essere uno, perchè se fossero due avrebbero qualcosa in comune e qualcosa di diverso se no sarebbero la stessa cosa. Allora Dio non può che essere ciò che è comune nei due ed è un essere diverso da entrambi e che li fonda, unico senza principio perchè è il Principio. In fatti anche per la fede cattolica c'è un solo Dio, in tre persone, ma le tre persone sono lo stesso Dio, cioè la sostanza divina è unica, in essa vi è una comunicazione interna non diversità di sostanza ma diversità di persona. Il mistero trinitario supera la ragione, ma non la contraddice...domanda e vedrai che non c'è alcuna contraddittorietà, mistero sì che c'è...

venerdì 23 maggio 2008

immortalità

ciclicità degli eventi? Non per l'uomo certamente! Ogni istante di vita è irripetibile e unico. La vita è adesso, e tale quale la impostiamo durerà per sempre. Significa responsabilità. Il paradiso o l'inferno è già presente, a noi la scelta. La morte è un semplice ponte verso l'eternità cui siamo destinati dalla nascita per natura. E' una verità da secoli scoperta, riscoperta e confermata. Fidatevi, se non riuscite a ragionarci su...è importante. Alla luce di questa verità la vita acquista tutta la sua bellezza e grandezza, meglio si comprende la dignità di ciascuno di noi. Esistenza personale dopo la morte...altro che metempsicosi o dispersione nel tutto, favole contraddittorie e deresponsabilizzanti, come allucinogeni, illusioni ingannevoli che ci privano del nostro vero valore. Auguri a tutti e buon divertimento. Se volete ragionarci sopra, domandate e ragioneremo.

giovedì 22 maggio 2008

destino dicevo

destino scritto in Cielo ma bello per ciascuno, a noi la scelta di accettarlo o rifiutarlo, cioè non c'è predestinazione nel senso che siamo liberi e con il sì arriva anche l'illuminazione, eternità "sincronizzata" sul tempo in cui scorrono le nostre vite, donne e uomini con un corpo mortale e un'anima immortale

mercoledì 21 maggio 2008

destino e libero arbitrio

Ogni donna e ogni uomo è un cavaliere con un destino scritto in Cielo, a noi la scelta.

Se credo di essere determinato dal contesto socioculturale e ambientale, allora mi nascondo dietro la scusa del contesto, per non combattere le mie battaglie, quelle che solo io posso e devo combattere.

Se penso di essere determinato dall'ambiente significa che non sono da esso determinato, altrimenti non potrei accorgermi di essere determinato. Ciò vuol dire che noi siamo soltanto influenzati, in parte, dal contesto in cui viviamo. L'uomo ha la libertà, o meglio una volontà libera, non è libertà, cioè la libertà umana non è un assoluto, è un dono da usare con giustizia e intelligenza, con affetti e sentimento, sempre però sotto la luce dell'intelligenza con retta coscienza.

Siamo liberi perciò di scegliere il bene o il male, anche il male lo scegliamo sempre per un aspetto di bene, perchè per natura l'uomo tende a fare il bene e ad evitare il male.

Libero arbitrio si perfeziona nell'atto con cui scegliamo il bene conforme alla nostra natura, al nostro destino. Così ci autodeterminiamo vero il bene che ci realizza secondo la nostra più profonda aspirazione di vita e libertà.

Asservire noi stessi con il libero arbitrio a beni che non sono adeguati o dovuti a noi, ci deprime e ci rende meno liberi. Il destino dell'uomo è nel servizio, ma al bene alla giustizia alla verità.

Comunque al servizio nessuno sfugge, anche il più grande o potente è un semplice servo magari dei vizi, dei capricci, dei soldi, del sesso, dell'imbecillità, della droga, della famiglia....

allora io vengo qualificato e mi qualifico in base al servizio che svolgo...pensaci, cavaliere! Vivere e morire con dignità in un servizio conforme alla mia natura che è fatta per contrastare i miei vizi e raggiungere l'idoneità a servire.

lunedì 19 maggio 2008

perchè serve dimostrare l'esistenza di Dio

E' vero che più importante è amare che capire, perchè una persona cattiva può capire molte cose ma lui è perdente in quanto cattivo. Soltanto considero che per amare qualcuno devo conoscerlo.
Conoscendolo amo di più, amando di più conosco meglio, è un circolo virtuoso.

Si capisce allora quanto è utile capire se Dio esiste o no, al fine di poterlo amare e rispettare come facciamo con le persone e con la natura che ci circonda.

Le prove della sua esistenza non possono partire, come molti fanno similmente a Kant o a Cartesio, soltanto dalle nostre idee. Posso anche avere un 'idea inesatta a cui non corrisponde una realtà fuori di me, anche se certamente l'idea sarà frutto di una combinazione fantasiosa di cose che ho conosciuto nell'esperienza reale.

Esse, le prove autentiche dell'esistenza di Dio, partono da qualche constatazione di fatti della realtà esterna che richiedono poi necessariamente una causa superiore alla natura stessa di queste cose pena la loro stessa impossibilità di esistere. Cioè se la causa di esse, la causa prima ovviamente, non avesse caratteri di assolutezza, necessità, perfezione come pienezza di essere allora i fatti da cui partiamo non potrebbero esistere.

Questi fatti da cui partiamo devono perciò essere evidentissimi, tali che solo un idiota possa negarli: essi sono 1.il movimento di qualche cosa 2. qualche cosa di contingente, cioè che può essere e non essere ovviamente sotto aspetti diversi in momenti diversi 3. qualcosa che ha un certo grado di una data perfezione 4. qualche cosa che tende ad un fine preordinato nella natura della cosa 5. qualche cosa che è effetto di una causa

1. il fatto che qualche cosa si muove, cioè cambia passando da una potenza conforme alla sua natura all'atto, esempio un bimbo che è uomo adulto in potenza ma uomo piccolo in atto che diventa uomo adulto in atto quando cresce.

2. il passaggio dalla potenza all'atto presuppone logicamente che già ci sia qualcosa in atto ma in divenire, cioè suscettibile di perfezionamento

e presuppone anche che ci sia già qualche essere già in atto sotto il profilo del compimento verso cui tende la cosa in questione, quella che diviene.

Se vi sono alcuni fatti come quelli sopradetti, dal momento che nessuna cosa può essere nello stesso tempo e sotto lo stesso profilo movente e mossa allora ne consegue che esiste necessariamente

un Essere Atto puro, Motore immobile cioè pienezza di vita perfetta sempre compiuta che non ha bisogno di nulla perchè perfetta e amante, senza divenire (che è segno di perfezionamento dell'imperfetto per quell'aspetto) , compiuto sotto ogni lato, che origina ogni divenire dal nulla con potenza infinita, Essere intelligentissimo, perfetto in tutto, semplice, necessario in sè, la cui essenza è l'essere stesso, senza mutamento alcuno, senza causa, libero e spirituale perchè autore della materia ma non soggetto ad essa, che partecipa le perfezioni nell'essere che crea e mantiene in vita col suo solo pensare e volere. (segue l'esplicitazione dell'argomento, per gli attenti già conseguenti da quanto detto...cioè avete gli elementi della realtà esterna per provare che Dio esiste con i caratteri di essere perfetto buono e intelligente senza ombra di imperfezione, fonte di ogni creatura)