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sabato 6 novembre 2010

I MORTI E I VIVI, DEAD, Natuzza Evolo history

"La morte appartiene alla vita nel senso che l'uomo è dotato di un'anima immateriale, pertanto spirituale e quindi immortale, non soggetta alle leggi della materia corruttibile. L'anima può solo essere annichilita, ovvero il creatore di essa, se vuole, può far sì che torni al nulla da cui è stata tratta. Infatti, l'anima umana è tenuta in vita con i suoi caratteri dallo stesso Essere che la pose in atto. Non è tuttavia ragionevole credere che Dio crei qualcosa di immortale per poi farla sparir. Pertanto, dopo la morte terrena, semplicemente, la vita continua; in una nuova dimensione misteriosa ma stabile: in Dio, fino al recupero del corpo stesso con cui è destinata a vivere per sempre; un sempre simile all'istante però, non un sempre terreno e caduco.

Allora, appena morti, saremo giudicati in base alla vita condotta da noi, e alla scelta di campo, chi nel bene godrà del Bene, chi nel male -e impenitente- sarà inevitabilmente senza il suo proprio bene, il bene cui era destinato per natura, cioè senza Dio e quindi senza felicità, una tragedia da lui scelta liberamente.

Vi sono quindi, mentre noi viviamo, qui altre dimensioni che sono ben più importanti per la loro stabilità e permanenza nell'essere, ma in certo senso per noi è fondamentale l'hodie et nunc, l'ora e adesso in cui giochiamo la nostra partita, combattiamo la nostra degna battaglia, ci alleniamo nella scelta del bene.

Già qui inizia il paradiso o l'inferno, e una volta morti sopraggiunge la seconda morte , quella eterna, o la vita vera, piena e gioiosa, iniziata qui con le nobili gioie terrene del servizio e dell'altruismo, alla scuola dell'amore che si espande e diffonde liberamente e allegramente, contrastando le tenebre e la tristezza dei frustrati, l'odio e la vendetta.

La Giustizia c'è, ed è in Dio Giusto e Misericordioso, Spirito divino che soffia dolcemente, il Dio uno per sostanza e trino per le Persone divine, come in Cristo ci fu rivelato storicamente duemila anni or sono a pro di tutte le le genti.

Propongo quindi di riflettere sull'al di là per capire meglio l'al di qua, stare sereni e combat ready, sapete che amo il karate ! Pregare per i nostri parenti e amici e per tutti i defunti è dovere bello di giustizia, perchè si allietano coloro che nell'al di là soffrono le giuste pene, non volendo presentarsi al cospetto del buon Dio così miserevoli ma meglio sistemati;

e certamente Dio ascolta le nostre preghiere e i sacrifici volti a pagare debiti che i defunti non possono più pagare, noi sì perchè siamo ancora in vita, in stato meritorio, ogni azione e respiro possiamo validamente offrire per essi e ci saranno grati.

Non è questa una favola, basta un po' di logica e buon senso a capire ciò...e perchè mai dovremmo smettere di usare una buona logica e il buon senso nel parlare del mondo perfetto, sì quello della realtà del paradiso e del purgatorio, non quello che qui nell'al di qua, sulla terra, al contrario sarebbe vana utopia, qui l'imperfezione è strutturale a causa del vizio, dell'uso improprio della libertà, falsa libertà di fare il male di deformare di schiavizzare noi e il prossimo.

E' ben logico pensare che nel mondo perfetto c'è giustizia perfetta, mentre chi cerca qui giustizia perfetta ha sbagliato mondo e diventa esasperato e criminale, volendo sostituire al giudizio di Dio il suo subito, oggi e adesso, senza averne il titolo. E allora devo forse pazientare ? esatto !! e quanto ? Non lo so. Ma pazientare significa agire io giustamente per non essere reprobo, non significa lasciar proliferare l'ingiustizia perchè poi io anche pagherò il fio per la mia inazione e negligenza terrena; pazientare significa solo astenermi dal giudicare ciò che non mi compete e dal pretendere tutto e subito violando magari la stessa giustizia che reclamo urlando e anche giustamente ma...

Ebbene sì !! L'al di là c'è già e spetta a noi aiutare stranamente coloro che aspettano con ansia e gridano verso di noi chiedendo aiuto ?....Ascolta....

non le senti ? Cosa? le grida dei dannati, vivi per soffrire più che mai, gemendo colpevoli e tormantati da demoni o angeli caduti o altri dannati...e poi ? le grida con cui ci chiedono aiuto invece le anime destinate al paradiso, ma già e non ancora pronte.

E chi lo conferma? la tua e la mia intelligenza, le testimonianze di fatti riscontrati, basti oggi studiare il caso di Natuzza Evolo e mille altri con fatti ed esperienza provate e documentate, ma ci basta la parola di una persona, Cristo, uomo-Dio, due nature e una sola Persona divina, che ci parla con chiarezza dell'al di là e ci conferma quei testi ispirati che ci raccontano grandi storie e belle, come quello dei Maccabei in cui si parla esplicitamente del purgatorio e del valore delle prehiere per i defunti" (Riccardo Fenizia, PENSIERI)ciaoo da Riccardo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Si cerchi un buon psichiatra! Certe fisime le passeranno!!!

rik ha detto...

anonimo carissimo presentati magari se hai la fisima della vigliaccheria e parliamo da uomo a uomo senza paura, coraggio !! anche tu devi morire sia con fisime sia senza fisime, e non essere depresso !!! ciao da Riccardo e coraggio