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giovedì 22 luglio 2010

DAL VISIBILE ALL'INVISIBILE

"Ciò che si vede ha limiti e confine, solo la mente ci conduce dove il limite non si vede.

Viene prima il limite o l'illimitato ? Evidentemente ciò che ha limite, avendo necessità di un dove, dipende da ciò che è senza limite, e questo non ha dove, il senza limite è il dove.

Il visibile universo richiama l'invisibile Dio, immenso oceano di amore e di vita, istante eternamente felice, perchè senza tempo e senza spazio.

Questi ultimi sono dimensioni della limitatezza.

Il tempo è misura del movimento, il movimento indica le cose che divengono, passando dal prima al poi.

Le cose divengono, non esiste il puro mutamento.

Dio è spirito, lo spirito crea la materia, la materia è energia, la vita anima la materia vivente, ma la Vita dell'invisibile Dio è diversa dalla vita delle visibili creature, dalle quali però si arguisce qualcosa - per analogia - circa l'Essere che le vuole, le pensa, le ama , le crea, le mantiene in vita.

Ergo, le creature visibili e quelle autocoscienti giustamente lodano il Creatore per tutto ciò che hanno e possono.

Il successivo pensiero riguarderà il problema sempre attuale: perchè allora il male?

Quanto detto aiuta a non confondersi, dicendo: "Dio non esiste perchè c'è il male", oppure "Dio è cattivo", il che è un'assurdità, posto che il senza limite non può avere un difetto limitante, mentre l'universo e l'uomo hanno molti limiti, e l'uomo, come ben sappiamo, può distruggere i doni e se stesso.

L'uomo devasta il cosmo e sè quando vuole essere senza limite, ciò è orgoglio vano e falso, negatore della stessa natura umana.

Così illuso l'uomo, invece di apprezzare i doni, li strapazza, per affermare il suo ego, gonfiandosi nella sua presunzione; anche io tendo a ciò come tutti noi, ma la vana presunzione va combattuta con umili azioni giuste e quotidiane " (Riccardo Fenizia, Pensieri) ciao ciao da Riccardo con affetto

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